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TASI

Tasi, tributo sui servizi indivisibili comunali

Il presupposto impositivo della TASI è il possesso o la detenzione (locazione), a qualsiasi titolo, di fabbricati, ivi compresa l'abitazione principale, e di aree fabbricabili, come definiti ai sensi dell'IMU, ad eccezione, in ogni caso, dei terreni agricoli. La base imponibile si determina con le stesse regole dell'IMU.

La legge di stabilità per l’anno 2016 (Legge 28 dicembre 2015 n. 208), ha apportato numerose novità in materia di fiscalità locale.

La TASI NON si applica alle abitazione principali e pertinenze (tranne per gli immobili classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 - categorie di lusso che continuano ad esservi assoggettate).

SCADENZE VERSAMENTI TASI:

ACCONTO: entro il 18 giugno 2018

SALDO: entro il 17 dicembre 2018

UNICA SOLUZIONE: entro il 18 giugno 2018

Non devono essere eseguiti versamenti per importi annui inferiori ad € 5,00.

Il regolamento IUC (per le componenti IMU e TASI) è stato adottato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 25 del 04-09-2014 (in allegato).

Le aliquote TASI ANNO 2018 sono state determinate con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 3 del 28/02/2018, di seguito riepilogate:

Tipologia imponibile Aliquota Detrazioni
Abitazione principale SOLO categorie A1-A8-A9 (di lusso) e relative pertinenze (una pertinenza per ciascuna delle categorie catastali C2-C6-C7) 2 per mille -
Altri immobili (ad eccezione in ogni caso dei terreni agricoli) 1 per mille -

Tasi a carico dell'occupante/inquilino in caso di occupazione di durata superiore a sei mesi nel corso dello stesso anno solare: 10% del tributo complessivamente dovuto.

La TASI non è dovuta dall’occupante/inquilino che destina l’immobile ad abitazione principale (con esclusione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9); il possessore dell’immobile continuerà invece a versare la TASI nella misura percentuale stabilita dal Comune nel regolamento ossia nella percentuale di versamento pari al 90 per cento del tributo dovuto.

Per consentire il versamento tramite modello F24 l’Agenzia delle Entrate, con Risoluzione n. 46/E/2014, ha istituito i seguenti CODICI TRIBUTO TASI:

3958 - abitazione principale e relative pertinenze
3959 - fabbricati rurali ad uso strumentale
3960 - aree fabbricabili
3961 - altri fabbricati
3962 - interessi
3963 - sanzioni.

COLLEGAMENTO PER IL CALCOLO ONLINE (anche per il ravvedimento operoso)

L'ANUTEL ha reso disponibile una procedura guidata on-line per il calcolo dell'imposta dovuta, con stampa del relativo modello di pagamento F24 - in modo autonomo e gratuito, raggiungibile cliccando sul banner sottostante.

SI RACCOMANDA DI VERIFICARE CHE LA VERSIONE DEL PROPRIO BROWSER (programma di navigazione su internet) SIA COMPATIBILE CON QUELLE INDICATE.

In alternativa i contribuenti possono rivolgersi ad un centro fiscale o ad un professionista per il calcolo dell'imposta dovuta.

L’UFFICIO TRIBUTI NON ESEGUE CALCOLI.

Ufficio Tributi: Tel. 0422-837819 | Fax 0422-739573 | E-mail: ragioneria@comune.morgano.tv.it

Orario di apertura al pubblico PER INFORMAZIONI:

 

Abitazioni concesse in comodato ai parenti (comma 10)

Per poter usufruire del beneficio di assimilazione all’abitazione principale, che non comporta un’esenzione totale ma la sola riduzione della base imponibile al 50%, la norma pone siano rispettate contemporaneamente le seguenti prescrizioni:

1) il comodato deve essere fra parenti in linea retta di primo grado (genitori-figli);

2) l’immobile oggetto di comodato non deve essere di lusso, quindi non deve appartenere ad una delle seguenti categorie catastali: A1/A8/A9;

3) il contratto di comodato deve essere regolarmente registrato alle Entrate: l'art. 1803 C.C. definisce il comodato come "il contratto col quale una parte consegna all'altra una cosa mobile o immobile, affinchè se ne serva per un tempo o per un uso determinato, con obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta. Il Comodato è essenzialmente gratuito.". Il comodato può essere redatto sia in forma verbale che scritta. Per i contratti verbali la registrazione potrà essere effettuata presentando, a un qualunque ufficio territoriale dell’Agenzia delle entrate, unicamente il modello di richiesta di registrazione (modello 69) in duplice copia in cui, come tipologia dell’atto, dovrà essere indicato “Contratto verbale di comodato” (modelli allegati nella sezione modulistica). L’imposta di registro per la registrazione di un contratto di comodato gratuito di beni immobili è pari a € 200. Il pagamento dev’essere effettuato con il modello F23 (codice tributo 109T). Per i contratti di comodato in forma scritta è inoltre dovuta l’imposta di bollo, che è assolta con i contrassegni telematici (ex marca da bollo) aventi data di emissione non successiva alla data di stipula. L’importo dei contrassegni deve essere di 16 euro ogni 4 facciate scritte e, comunque, ogni 100 righe (http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Home/CosaDeviFare/Registrare/Registrazione+contratti+di+comodato/Scheda+informativa+registrazione+contratti+comodato/). Per i contratti verbali, l'agevolazione, come confermato da diversi interventi ministeriali, spetta dal momento della conclusione del contratto di comodato, anche se registrato tardivamente con ravvedimento operoso (avrà quindi validità con riferimento alla data di stipula indicata nella richiesta di registrazione). Per i contratti redatti in forma scritta, la registrazione deve essere invece effettuata entro 20 giorni dalla data dell'atto. La riduzione della base imponibile opera anche per le pertinenze concesse in comodato.

4) il comodante deve possedere un solo altro immobile in Italia, nello stesso Comune ove è sito l’immobile concesso in comodato, ossia deve possedere nello stesso Comune, oltre all’immobile concesso in comodato, un altro immobile comunque non “di lusso” (A1-A8-A9) adibito a propria abitazione principale: quindi genitori e figli devono avere la residenza anagrafica e dimorare abitualmente nello stesso Comune. La normativa nel prevedere il limite di due abitazioni, non pone limitazioni alla percentuale di possesso. Pertanto se si possiedono due abitazioni al 50% ed una terza abitazione, anche in modo paradossale con la quota minima dello 0,1%, l'agevolazione non spetta.

La Circolare Dipartimento Finanze n. 1 (Circ. n. 1/Df/2016), precisa che il possesso di immobili ad uso non abitativo non esclude l’applicazione della agevolazione, in quanto la norma deve essere interpretata nel senso che quando parla di “immobili”, si riferisce esclusivamente ad “immobili abitativi”. Allo stesso modo, il possesso delle pertinenze della prima abitazione, non esclude l’applicazione della agevolazione (massimo tre, categorie catastali C2, C6 e C7; quelle in eccedenza saranno assoggettate a IMU e TASI come “secondo immobile”). A nulla rileva, quindi, il possesso di altri fabbricati non abitativi (un negozio, ad esempio), di terreni agricoli, di aree fabbricabili o di abitazioni rurali ad uso strumentale come quelle destinate ad abitazione dei dipendenti agricoli assunti per più di 100 giornate all'anno.

In caso di comproprietà, rispettate tutte le altre condizioni previste dalla norma, l’agevolazione spetta solo per la quota di comproprietà del comodante che ha il rapporto di parentela con il/i comodatario/i.

Se l'abitazione concessa in comodato è di interesse storico (fatto per cui scatta già una riduzione del 50% della base imponibile) le due agevolazioni si cumulano, avendo finalità diverse. In questo caso, l'imposta sarà pagata sul 25% della base imponibile. Ovviamente non potrà verificarsi il cumulo con la riduzione del 50% prevista per i fabbricati inagibili, in quanto questi possono essere dati in comodato, ma non usati per fini abitativi.

Esempi:

1)         se il comodante possiede l’immobile da concedere in comodato in comproprietà con coniuge al 50% e l’immobile è concesso in comodato ai genitori di uno dei comproprietari, l’agevolazione spetta solo nella misura proporzionale alla proprietà del comodante che ha il vincolo di parentela diretta;

2)         se l’immobile dal concedere in comodato è detenuto in proprietà fra coniugi al 50%, ma uno di essi ha la proprietà di un immobile in un altro comune al di fuori di quello di residenza, l’agevolazione spetta solo per la quota parte di proprietà del coniuge che rispetta le condizioni della norma e cioè che non possiede altri immobili (abitativi) al di fuori del comune di residenza e di dimora abituali. Al comodatario invece non vengono poste condizioni;

3)          l'agevolazione spetta se un contribuente, oltre ad essere possessore di due abitazioni (di cui una concessa in comodato e l'altra ubicata nello stesso comune ed adibita ad abitazione principale dello stesso comodante) è nudo proprietario di una terza, perchè rispetto a quest'ultimo non è soggetto passivo Imu-Tasi, che sono a carico dell'usufruttuario (ai fini della spettanza o meno del beneficio, rilevano solo gli immobili rispetto ai quali il comodante è soggetto passivo).

I requisiti devono essere attestati nel modello di dichiarazione IMU da presentarsi entro il 30 giugno 2018 per l’anno 2017. Quindi non sono più valide le certificazioni o dichiarazioni presentate in funzione delle disposizioni regolamentari, considerato che le condizioni sono cambiate e che la norma prevede espressamente che il soggetto passivo deve certificare i suddetti requisiti nel modello di dichiarazione IMU.

 

Canoni concordati (commi 53 e 54)

Per gli immobili concessi in locazione a canone concordato, i pagamenti dell’IMU e della Tasi sono dovuti nella misura ridotta del 75%.

 

PER I CONTRIBUENTI CHE PAGANO OLTRE LA SCADENZA DI LEGGE:

Il "Ravvedimento Operoso" è l'istituto con il quale è possibile regolarizzare versamenti di imposte omessi o insufficienti e altre irregolarità fiscali, beneficiando della riduzione delle sanzioni.

I termini di effettuazione del ravvedimento operoso, così come modificati dalla Legge di Stabilità 2015 (art. 1 comma 637 della L. 23/12/2014 n. 190), sono i seguenti:

- entro i 14 giorni successivi alla scadenza del termine per il versamento. La sanzione ordinaria del 30%, applicabile sui pagamenti tardivi od omessi, si riduce allo 0,2% per ogni giorno di ritardo (cosiddetto ravvedimento Sprint);

- dal quindicesimo giorno fino al trentesimo giorno successivo alla scadenza, con riduzione della sanzione al 3% (cosiddetto ravvedimento Breve);

- entro 90 gg. decorrenti dal momento della scadenza del tributo o dall'errore (in caso di omesso versamento del saldo 2017, entro quindi il 16 marzo 2018), con riduzione della sanzione al 3,33%;

- entro 1 anno, con riduzione della sanzione al 3,75% (cosiddetto ravvedimento Lungo).

In tutti i casi vengono calcolati anche gli interessi per i giorni di ritardo, con tasso annuale pari al 0,1% fino al 31/12/2017 e al 0,3% dal 1° gennaio 2018.

Documenti: